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Modello S.F.E.R.A©

Modello S.F.E.R.A.: cosa significa

ottimizzare la prestazione?

Modello S.F.E.R.A.: cosa significa

ottimizzare la
prestazione?

Significa valorizzare il potenziale inespresso. Attraverso un Modello di riferimento (S.F.E.R.A.) è possibile individuare quale ingrediente della prestazione mentale è opportuno allenare. Come? Provando a conoscerci realmente e a contattare, così, significati, pensieri, emozioni e, soprattutto, risorse personali.

Difficoltà a concentrarsi durante il proprio lavoro? Le lenti di S.F.E.R.A. aiutano a dare un nome alla problematica: “Sincronia”. Individuate le coordinate, è poi possibile intervenire in modo accurato e consapevole attraverso specifiche tecniche di ottimizzazione e monitorare i risultati lavorando sul miglioramento continuo.

Modello S.F.E.R.A. – schermidore in affondo
Modello S.F.E.R.A. – giovani professionisti davanti a un ufficio
Modello S.F.E.R.A. – karateka al tramonto in un prato
Modello S.F.E.R.A. – racchetta da padel appoggiata alla rete

Miglioramento, crescita, evoluzione. Da dove partire?

Da un principio ordinatore, un Modello che renda possibile identificare i meccanismi mentali alla base della massima prestazione, rendendola allenabile, ripetibile, governabile. Ideato e presentato dal Professor Vercelli alla Comunità Scientifica in occasione del XII Congresso Mondiale di Psicologia dello Sport a Marrakech nel 2009, S.F.E.R.A. rappresenta le fondamenta e le lenti del lavoro su di sé. Un Modello, ad oggi applicato in realtà sportive e aziendali ai massimi livelli, che mira a favorire l’espressione dei nostri talenti. Sincronia, Punti di Forza, Energia, Ritmo e Attivazione: cinque fattori, cinque ingredienti sottesi a qualsiasi tipologia di performance.

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Modello S.F.E.R.A. – giocatore di padel in campo

La domanda nuovamente è: da dove partire?

In primo luogo, è opportuno volgere lo sguardo su una delle lettere dell’acronimo: riconosciamo di aver anzitutto bisogno di sentirci più “in Sincronia” (e dunque concentrati) o maggiormente “in Ritmo” (e quindi organizzati) in ciò che facciamo? È solo attraverso l’analisi di tali dettagli che è possibile restringere lo zoom e intervenire in modo più preciso e coerente alle nostre necessità. S.F.E.R.A., però, non è solo sinonimo di ordine, chiarezza e allenamento. Il Modello rappresenta infatti la punta dell’iceberg di un Progetto. Un Progetto chiamato “Sé” che, a partire dalla definizione di un obiettivo desiderato, consente di accendere il nostro motore, di potenziarci con strumenti e tecniche concrete, di dominare la propria prestazione e arrivare, passo dopo passo, ad acquisire consapevolezze, auto-esigenze e prospettive di ordine superiore. In fondo, come la punta dell’iceberg rappresenta mediamente l’11% del proprio volume totale, anche noi, avvicinandoci all’orizzonte, possiamo notare come questo si sposti sempre un po’ più in là. Un po’ più in profondità. E in quei casi tutto ciò che occorre è saper attingere alla migliore versione di sé.

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Modello S.F.E.R.A. – tennista con racchetta e pallina

Miglioramento, crescita, evoluzione. Da dove partire?

Da un principio ordinatore, un Modello che renda possibile identificare i meccanismi mentali alla base della massima prestazione, rendendola allenabile, ripetibile, governabile. Ideato e presentato dal Professor Vercelli alla Comunità Scientifica in occasione del XII Congresso Mondiale di Psicologia dello Sport a Marrakech nel 2009, S.F.E.R.A. rappresenta le fondamenta e le lenti del lavoro su di sé. Un Modello, ad oggi applicato in realtà sportive e aziendali ai massimi livelli, che mira a favorire l’espressione dei nostri talenti. Sincronia, Punti di Forza, Energia, Ritmo e Attivazione: cinque fattori, cinque ingredienti sottesi a qualsiasi tipologia di performance.

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Modello S.F.E.R.A. – giocatore di padel in campo

La domanda nuovamente è: da dove partire?

In primo luogo, è opportuno volgere lo sguardo su una delle lettere dell’acronimo: riconosciamo di aver anzitutto bisogno di sentirci più “in Sincronia” (e dunque concentrati) o maggiormente “in Ritmo” (e quindi organizzati) in ciò che facciamo? È solo attraverso l’analisi di tali dettagli che è possibile restringere lo zoom e intervenire in modo più preciso e coerente alle nostre necessità. S.F.E.R.A., però, non è solo sinonimo di ordine, chiarezza e allenamento. Il Modello rappresenta infatti la punta dell’iceberg di un Progetto. Un Progetto chiamato “Sé” che, a partire dalla definizione di un obiettivo desiderato, consente di accendere il nostro motore, di potenziarci con strumenti e tecniche concrete, di dominare la propria prestazione e arrivare, passo dopo passo, ad acquisire consapevolezze, auto-esigenze e prospettive di ordine superiore. In fondo, come la punta dell’iceberg rappresenta mediamente l’11% del proprio volume totale, anche noi, avvicinandoci all’orizzonte, possiamo notare come questo si sposti sempre un po’ più in là. Un po’ più in profondità. E in quei casi tutto ciò che occorre è saper attingere alla migliore versione di sé.

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Modello S.F.E.R.A. – tennista con racchetta e pallina

Scopri il metodo per superare i tuoi limiti e guidare il cambiamento.

I metodi che si completano

Scopri come il Modello S.F.E.R.A. può supportarti
nel raggiungimento del massimo potenziale.

Modello S.F.E.R.A. – icone dei cinque fattori S, F, E, R, A

Uno strumento di analisi e ottimizzazione della prestazione, volto all’espressione del proprio massimo potenziale in ogni sfida, che possa far corrispondere la prestazione potenziale con quella reale. È un modello che è riconosciuto e applicato in ambito Nazionale e Internazionale.

Modello S.F.E.R.A.: domande e risposte

Cosa significa S.F.E.R.A.?

È l’acronimo dei cinque fattori mentali della prestazione: Sincronia, Punti di forza, Energia, Ritmo e Attivazione. Secondo il modello, ogni aspetto psicologico di una performance, sportiva o professionale, rientra in uno di questi cinque fattori e si può allenare.

Il Prof. Giuseppe Vercelli, che lo ha presentato alla comunità scientifica nel 2009 al XII Congresso Mondiale di Psicologia dello Sport di Marrakech. È stato sviluppato al Centro di Psicologia dello Sport e della Prestazione Umana di Torino, analizzando atleti di diverse discipline.

Significa avere mente e corpo nello stesso momento presente: è la base della concentrazione. Chi fatica a restare concentrato sul lavoro o in gara ha, nel linguaggio del modello, un problema di Sincronia, e lo allena con tecniche specifiche di attenzione.

Sì. Esiste una versione per il business, validata con il primo studio su un campione di manager (SFERA business test). In azienda si usa per leadership, gestione dell’energia e organizzazione del lavoro. Il modello sconsiglia il multitasking e propone di concatenare un compito dopo l’altro.

Con lo SFERA test, un questionario validato su atleti (primo studio su 153 atleti) e poi su manager, nella versione business. Il risultato indica quali fattori sono punti di forza e quali vanno allenati. Si somministra all’interno di un percorso con gli psicologi Gavakersi.